«Mi piace moltissimo l’abilità di Alison Moore nel condurre il lettore in luoghi strani e oscuri, attraverso i più piccoli dettagli». Rachel Joyce, autrice di Il pellegrinaggio di Harold FrySul ponte del ferry che lo porta in Germania, Futh ripensa allo stesso viaggio affrontato tanti anni prima, appena dodicenne, in compagnia del padre, per stemperare il dolore dell’abbandono della madre. Ora, stringendo tra le mani il portaprofumo d’argento e cristallo con l’essenza di violetta amatissima dalla donna, Futh ritorna su quei passi. Intanto il destino gli ha procurato un dolore simile: la moglie lo ha lasciato e Futh vuole tempo per sé, per pensare a quello che gli è successo. È così concentrato sui propri ricordi che, alla sua prima tappa, non capisce il perché dell’ostilità dell’albergatore Bernard, né si accorge dello strano comportamento di Bernard e della moglie Ester, una coppia dal rapporto ambiguo, pieno di tensione. Bernard sospetta ripetuti tradimenti da parte dell’irrequieta moglie e la tiene continuamente d’occhio.L’incontro tra solitudini e una improvvisa quanto banale scelta di Futh precipiteranno in un finale del tutto imprevisto. Come nel film Sliding Doors, è la decisione di un attimo a cambiare il destino dei protagonisti. Con una scrittura avvincente che procede per piccole sorprese e continui spiazzamenti, Alison Moore ci accompagna tra le pieghe di un incontro fatale.Pubblicato in Inghilterra da una piccola casa editrice indipendente, La moglie dell’albergatore ha subito conquistato pubblico e critica.