“Tragicita e meraviglia hanno segnato le mie stagioni, sempre irriducibili sempre insolubili. È il mistero del vivere ad attrarre ogni mio interesse e ogni mio interesse vi si rispecchia, vi trova giustificazione o motivo di consolazione. Il succedere degli avvenimenti, il mutare delle situazioni, il permanere dell’ignoto e dell’indicibile. Non e una opzione ideale, non corrisponde ad uno stimolo sociale, e una necessita carnale e materica riflessa nel paesaggio, scolpita e dipinta, assemblata nelle architetture rurali, civili e religiose. Nutrita di letteratura, di silenzio e di preghiera. E quando niente torna e inutile negarlo. Il passato e cio che posseggo, il presente e il tempo che mi e concesso, il futuro arriva e mi trovera comunque impreparato. Il mio aiuto, la mia sola forza, sta nell’essere radicato. Una famiglia, una comunita, una terra, una lingua, una religione. Usanze, costumi, modalita dell’essere e dei comportamenti. E tutto sta finendo. Moribondo, quando non gia morto.”