Quando arrivera il raccolto, in gennaio, sara troppo tardi. Tutti avranno saputo, quelli che siedono a tavola con lei, parlando della mietitura e della fiera del bestiame. Per ora, Nefer cova in se il suo segreto, che si espande lento dentro di lei, come un fungo nero che si gonfia fino alla gola. Le si leggera negli occhi, il suo seme triste che cresce senza pieta? «Sei ridotta pelle e ossa» le dice sua madre. E lei, logorata dalla nausea, ma ancora di piu dalla paura e dalla vergogna, si contrae, desiderosa solo di sparire. Cosa puo fare una ragazza, sola, quando davanti a lei si spalanca una campagna sterminata, tutta orizzonte, mentre le citta sono un miraggio lontano? Dove potra mai fuggire? Cosa potra mai dire, in un confessionale? Quanto intensamente potra pregare, o sfiancarsi a cavalcare, sperando che il seme si spenga dentro di lei? Nefer vorrebbe trasformarsi nella notte, svegliarsi radice, erba, fango. Aspetta un miracolo, che non verra. E non verra il Negro, a portarla via. Il Negro non sa niente di lei, e un miraggio, un sogno anche lui. Gennaio fu pubblicato come opera prima nel 1958, quando Sara Gallardo aveva appena ventisette anni. Con una scrittura straordinariamente matura, plasma un paesaggio argentino di una bellezza selvaggia e disperata, dalla luce abbagliante, contro cui si profila la figura di una ragazzina, sottile come un filo d’erba. Un corpo da uccellino, ridotto a uno straccio, un corpo che non e mai stato e non sara mai suo. Niente, in quella pianura sconfinata, le viene incontro. Niente le appartiene. Gallardo ci mette di fronte alla sua assoluta solitudine, e a un destino che la possiede in ogni sua cellula.