Fine anni Sessanta, e la Rivoluzione culturale: milioni di studenti vengono trasferiti dalle citta alle campagne per lavorare la terra spalla a spalla con i contadini. L’esperienza li trasforma, mettendoli a contatto con una vita dura e povera, e con una cultura eterodossa e semiprimitiva. Il viaggio di uno di loro, il «giovane istruito» Han Shaogong, si fa fonte inesauribile di riflessioni e suggestioni. I personaggi e le storie che poco per volta si uniscono a formare un unico affresco sono dei piu vari: il nullafacente Ma Ming, un taoista che vive al di fuori della societa; il cantante dongiovanni che si scopre, alla sua morte, essere privo degli organi genitali; la «donna-sogno», considerata veggente perche in grado di indovinare i numeri della lotteria; la mucca Padron Hong, ritenuta la reincarnazione di un latifondista; un cane giallo; la pioggia. Il mondo con cui l’autore deve fare i conti e spesso percepito come spiazzante, perche il suo linguaggio si contrappone alla lingua ufficiale. Molti termini hanno significati diversi o addirittura contrari: «sveglio» significa «stupido», «addormentato» e sinonimo di «intelligente» e chiamare qualcuno «scienziato» equivale a dargli dello «scansafatiche». Man mano che le vicende si affastellano, anche lo sguardo dell’autore subisce una metamorfosi: lo straniero, il giovane intellettuale pieno di pregiudizi, finisce per diventare un memorialista nostalgico, determinato a risalire alla fonte dell’essenza culturale del suo popolo per gettare nuova luce sulla tradizione e sull’identita nazionale. Dalla voce di uno dei piu importanti narratori cinesi contemporanei, un romanzo dalla struttura originalissima che e insieme entusiasmante esperimento formale e riflessione poetica sulla lingua; considerazione filosofica sull’impossibilita di creare un linguaggio normalizzato e universale; e infine memoria storica di culture e popoli ormai scomparsi attraverso il loro modo di comunicare.