La storia e sempre la stessa. Il cuore inizia a battere piu veloce. La testa comincia a girare, piego la schiena, mi tengo il petto, la testa gira sempre piu forte. A quel punto vedo tutto offuscato, sto per svenire ma rimango cosciente: aritmie ventricolari di grave entita. Per farla breve, il mio cuore raggiunge un numero elevatissimo di battiti al secondo fino a fermarsi completamente, per poi riprendere dopo pochi istanti. Da quando ero solo un ragazzino ho dovuto fare i conti con questa condizione che mi ha costretto a impiantarmi un defibrillatore sotto pelle che, ogni volta che il mio cuore supera i battiti consentiti, scarica una serie di scosse che mi ribaltano a terra pur di tenermi in vita.
Durante un viaggio in India, un indovino mi disse che le mie aritmie erano generate dalla mia sensibilita, dalle mie passioni e dal mio carattere e che proprio per questo la mia vita sarebbe stata segnata da tante scosse, che mi avrebbero cambiato profondamente. Io non so se quell’indovino mi abbia detto la verita, so solo che i battiti troppo accelerati del mio cuore, che hanno rischiato di uccidermi, hanno anche scandito da sempre le tappe fondamentali della vita, insegnandomi a non farmi mai abbattere, ad andare sempre a trecento all’ora e a sfruttare al massimo ogni occasione: a vivere, insomma, una vita che non mi potrei permettere.
Per circa diciassette anni non ho raccontato a nessuno del mio problema perche avevo paura di essere giudicato, di essere trattato in modo differente, forse per orgoglio o forse per immaturita. Ma credo nel potere positivo della condivisione ed e per questo che spero che la mia storia arrivi soprattutto a chi ha bisogno di sentirsi spronato a superare gli ostacoli che la vita ci pone lungo la strada e a dare sempre il meglio di se per raggiungere i propri sogni, saltare piu in alto e spiccare il volo. Vorrei, insomma, che servisse ad avere piu rispetto verso le nostre paure e quelle di chi abbiamo intorno, perche sono quelle che ci rendo forti.