Suisen

Goro Kida e il presidente di una grande e rinomata impresa a Nagoya, in Giappone. Ha tutto cio che desidera: una famiglia dall’apparenza perfetta, un ruolo sociale prestigioso; fa vita mondana con clienti importanti e ha due amanti ai suoi piedi. Peccato che il suo scintillante mondo si regga solo sull’ipocrisia e, d’improvviso, si sgretoli per precipitare rovinosamente. Alla prima bruciante delusione per mano di un’amante, divenuta un’attrice famosa, seguono presto altre umiliazioni che travolgono il cinquantenne Goro nella vita professionale e sentimentale. La solitudine in cui piomba gli offrira l’occasione per ripensare alla sua vita, alla sua infanzia triste ed emotivamente arida, e all’unica persona che aveva compreso che sotto l’arroganza, la frivolezza e l’egocentrismo si nascondeva una profonda fragilita: tutte caratteristiche che trovano piena espressione nel fiore del suisen, il narciso – che da il titolo al romanzo – e che, a sua volta, rievoca il mito greco rispecchiando perfettamente l’indole e il destino di Goro. In un’armonica tessitura di rimandi e corrispondenze, il romanzo scava nelle ferite mai rimarginate dell’infanzia che accompagnano l’individuo fino nella vita adulta. Gli eventi segnano un percorso di introspezione che, catartica e poetica, riporta il personaggio nelle innevate Kanazawa e Maibura, citta note al lettore che ha gia assaporato le vibranti pagine di Azami e Hozuki, e conosciuto Goro Kida, protagonista complesso e dal passato torbido, di cui Aki Shimazaki traccia il profilo psicologico e sociologico, senza mai commentare ne giudicare, ma raccontando con il suo consueto lucido e garbato distacco.

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