Il 26 aprile 1986 un‘esplosione nella centrale di Chernobyl causò il più grande disastro nucleare della storia, le cui conseguenze, ben lungi dall‘essere accertate pienamente, possono, con il passare del tempo, causare più vittime di quante ne fece la seconda guerra mondiale. I dati per ora raccolti confermano che delle seicentomila persone coinvolte nelle operazioni di decontaminazione, buona parte ha riportato seri disturbi al sistema immunitario e che vaste zone di Russia, Bielorussia e Ucraina sono state rese inabitabili per migliaia di anni a venire. Spinto dalla volontà di far luce sull‘intera, tragica vicenda, e avvalendosi anche di una nuova disponibilità dei testimoni e di un più libero accesso a documenti tenuti segreti fino al 1991, l‘autore, Piers Paul Read, è rimasto diversi mesi nell‘ex Unione Sovietica per radunare tutto il materiale necessario. Intervistando scienziati, esperti, sopravvissuti, Read ha potuto compilare questo resoconto agghiacciante e circostanziato, focalizzando la sua attenzione soprattutto sui costi umani di tale immane catastrofe. Una cronaca che rivela numerosi atti di coraggio, ma anche le menzogne, i sotterfugi e i tentativi delle autorità sovietiche di scaricare le responsabilità e coprire la gravità dell‘accaduto. Un accurato lavoro di ricostruzione, che ripercorre le tappe del nucleare in Russia e le ripercussioni politiche dell‘incidente – non ultima la caduta di Gorbaciov – in una narrazione epica e accurata, di straordinario impatto.
*Piers Paul Read, inglese, nato nel 1941, ha studiato a Cambridge. Grande viaggiatore, ha trascorso dei periodi in Russia prima e dopo la caduta del comunismo. Sposato e padre di quattro figli, vive attualmente a Londra. Ha al suo attivo undici romanzi e due opere di saggistica, tra cui Tabù – pubblicato con enorme successo da Sperling & Kupfer – del quale Graham Greene disse: «Una storia così non avrebbe potuto essere raccontata meglio».*