Aleté porta con sé un dono maieutico che somiglia pericolosamente a una maledizione: la sua sola presenza evoca la verità, aiuta (costringe?) gli ipocriti, i dubbiosi, i reticenti a dire la verità su se stessi e sugli altri. Confidando in questa sua virtù arcana, due genitori disperati le chiedono di aiutare il figlio Paolo, la cui intelligenza si è chiusa ormai da tempo in un silenzio scontroso e misterioso. In realtà Paolo sta scrivendo un libro, e dal momento in cui Aleté gli si pone al fianco nasce un gioco affascinante di parallelismi fra vicende vere e vicende raccontate, fra personaggi d’invenzione e personaggi in carne e ossa… una storia che precipita verso un finale in cui tragedia e commedia si mescolano, con la sfacciata indifferenza delle cose della vita.
Dopo l’esordio precoce e folgorante di “Una vita sottile”, Chiara Gamberale si congeda dal drammatico autobiografismo dell’opera prima e regala al lettore una narrativa felicemente inattuale, contro ogni tendenza, una dichiarazione d’amore integrale e terribilmente coerente.
Perfetto nella sua struttura a incastri, pieno di sorprese e colorato da un tono fiabesco che non rinuncia mai alla precisione e alla spietatezza dello sguardo, questo romanzo indaga sentimenti di tutti proiettandoli su uno scenario mitico e fa abitare nella nostra fantasia un personaggio unico nel panorama della letteratura italiana di oggi.
Raul Montanari
(source: inmondadori_it.com)