Duri a Marsiglia

Era la controra di un pomeriggio afoso nel deserto di piazza del Popolo a Roma. Ai tavolini del Caffè Rosati sedeva una persona robusta con baffi cespugliosi. Avevo poco più di vent’anni e quando me la presentarono – a quel caffè – non conoscevo il giornalista, lo scrittore, la vita di quell’uomo più o meno avventurosa, più o meno vera. Se ne stava seduto stranamente pacioso per il suo carattere e con lo sguardo sornione sulla piazza inanimata. Era Gian Carlo Fusco. Soltanto molti anni più tardi ho ricordato quell’incontro quando, recentemente, mi è capitato di rivedere in libreria “Duri a Marsiglia”. La storia inizia con una fuga dall’Italia durante la celebrazione del decimo anniversario del regime. Unico diversivo una copia dei Fleurs du Mal, nel minimo bagaglio a mano. Inizia così una vita bohemien che sarà breve perché, come per altri, sfocerà nella illegalità, in quella considerata l’ultima ‘epopea’ gangsteristica, quando da una immagine romantica e quasi leggendaria del milieu si passerà a quella più tecnologica. Dunque, in una Marsiglia – capitale europea della criminalità, casbah di lingue, crocevia di una umanità irregolare – inizia la seconda identità di Gian Carlo Fusco con un nuovo nome ch’è tutto un programma romantico-letterario: Charles (Baudelaire) Fiori (du Mal). Charles Fiori. Forse Fusco-Fiori confuse la finzione con la realtà nel liberarsi di se stesso per arrivare alla vera libertà per la quale aveva impegnato molte vite: pugile, ballerino. Poi partigiano, malavitoso e anarchico. Militante comunista e animatore di quella dolce vita postbellica. Ma fu soprattutto un personaggio, un mito della carta stampata pur non amando iscrizioni ad albi professionali e tessere per non intaccare proprio quella alla quale aveva immolato quelle tante vite. Il libro esce postumo nelle librerie (1974), postumo rispetto a un’epoca che non c’è più, un’epoca decaduta chè non esiste più quella ‘simpatica’ atmosfera canagliesca e la società si appresta ad assistere alla nascita di attività delinquenziali diverse e di ben altro spessore e caratteristiche. Quando, dieci anni dopo la pubblicazione dei duri, Gian Carlo Fusco se ne andrà, non ci furono scossoni nel mondo del giornalismo e delle lettere. Quei mondi non avevano mai amato il suo anticonformismo, la sua vita fuori dai binari, per alcuni leggendaria.
(source: Anobii.com)

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