Cornelia Zac e Judy Green – «tailleur nero e scarpe col tacco, valigetta piena di carte nella mano sinistra e borsa sulla spalla destra» –, sono due avvocate londinesi impegnate sul piano sociale. Il loro studio è un continuo viavai di donne maltrattate, minori con problemi familiari, ragazzini da togliere dalla strada. Hanno pochi clienti che pagano di tasca propria, la maggior parte dei casi è sovvenzionata dallo Stato, lento e poco generoso nei pagamenti. Ma sono giovani, e con l’aspettativa di cambiare il mondo prendono molto a cuore i casi delicati che bussano alla loro porta. Come quello di Leroy, un ragazzo di colore finito nel mirino dei Wild Boys, una gang di anglo-somali, stanziati in un comprensorio anni Settanta, che spadroneggia nel quartiere e da lì gestisce un giro di droga. Una vita difficile quella di Leroy, una madre prostituta e drogata ma che pure non riesce a smettere di vedere e amare. Cornelia lo conosce da quando era neonato e per lui ha sempre nutrito un affetto protettivo. Per questo non dubita di lui quando la gang lo incastra accusandolo dell’omicidio della madre. Judy e Cornelia lo sanno, stanare la gang non è impresa facile e senza pericoli: «non c’è politico, avvocato o poliziotto che possa farci qualcosa. Attorno alla droga c’è un giro di interessi, nel Primo, Secondo e Terzo Mondo, che voi nemmeno immaginate». Eppure non si tirano indietro e per le strade di una Londra multietnica costellata da disagi sociali non si danno per vinte mai.