Suona la campanella e, nonostante le incognite, la scuola si prepara a una nuova stagione. Ma sara davvero nuova? Basta un rapido appello per scoprire che troppi sono gli assenti. Intanto, oltre un milione di ragazzi hanno smesso di frequentare, impossibilitati a seguire le lezioni per mesi perche senza computer, senza connessione, senza risorse. Poi, manca lo spazio: in edifici affollati e male organizzati, qualunque tipo di distanziamento necessario comporta un ritorno alla Dad, la famigerata didattica a distanza. Infine, mancano ancora le parole per venire a patti con il trauma vissuto, per elaborarlo attraverso il racconto. Il panorama che abbiamo di fronte non e fatto, pero, solo di vuoti. Il tempo passato lontani e stato anche un tempo di scoperta: di nuove possibilita didattiche, di una diversa alleanza con le famiglie, di inattesa flessibilita. La scuola e stata a lungo capro espiatorio per ogni genere di problema e laboratorio di riforme ampiamente peggiorative ed e tempo di cambiare registro. Di darle risorse, per migliorare gli edifici e motivare gli insegnanti. Di darle spazio, portandola nei parchi, nei musei, nei centri delle citta. Di darle tempo, quello di un dialogo con le istituzioni, con le famiglie, con i ragazzi, dialogo che era mancato o si era interrotto da ben prima della pandemia. Mariapia Veladiano scrive pagine «alla scuola» piu ancora che «sulla scuola»: in questo libro critico ma affettuoso la chiama a ritrovare una dimensione piu egualitaria, piu efficiente, piu giusta. Disegna con proposte concrete un possibile percorso e una filosofia della ricostruzione per un’istituzione che puo rinascere. Perche quest’anno non basta cominciare la scuola. Bisogna ricominciare dalla scuola.