{"id":11942,"date":"2025-09-05T14:16:06","date_gmt":"2025-09-05T12:16:06","guid":{"rendered":"https:\/\/malamaur.it\/index.php\/2025\/09\/05\/le-luci-nelle-case-degli-altri\/"},"modified":"2025-09-05T14:16:06","modified_gmt":"2025-09-05T12:16:06","slug":"le-luci-nelle-case-degli-altri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/malamaur.it\/index.php\/2025\/09\/05\/le-luci-nelle-case-degli-altri\/","title":{"rendered":"Le luci nelle case degli altri"},"content":{"rendered":"<p>Maria, l&#8217;amministratrice condominiale libera e carismatica di un palazzo apparentemente come tanti, muore all&#8217;improvviso, in un incidente stradale. Rimane sua figlia, una bambina di sei anni: e rimane una lettera. La bambina si chiama Mandorla, e gi\u00e0 nel nome ha tutto l&#8217;incanto e l&#8217;assurdit\u00e0 di quello che sar\u00e0 il suo destino: nella lettera Maria infatti rivela che il vero padre di Mandorla si nasconde proprio in uno dei cinque piani del condominio che lei amministrava&#8230; Chi \u00e8, dunque, il padre di Mandorla? Chi, in quel palazzo, intratteneva con Maria una relazione cos\u00ec profonda e segreta? Gli uomini del condominio sono tutti sospettati: uno di loro deve confessare. Ma con l&#8217;appoggio delle loro famiglie, dopo una lunga riunione, in un patto tanto scellerato quanto giudizioso, decidono di non volersi sottoporre al test del dna: e stabiliscono di crescere la bambina tutti assieme. \u00c8 questo il fatale presupposto di una commedia umana che, con l&#8217;alibi del paradosso, in realt\u00e0 ci chiama in causa tutti. Perch\u00e9 attraverso lo sguardo smarrito &#8211; ora allegro, ora dolcemente disperato &#8211; di Mandorla, che da bambina si fa adolescente, accendiamo le luci (e scopriamo le ombre) delle case di un condominio dove, presto, ognuno di noi sentir\u00e0 di abitare. Sondiamo le ragioni e le nevrosi della solitudine di Tina Polidoro; entriamo nella desolata camera da letto di Caterina e Samuele Gr\u00f2; andiamo al gay pride con Paolo e Michelangelo; veniamo travolti dal tormento dell&#8217;incomunicabilit\u00e0 amorosa tra Lidia e Lorenzo; ci sediamo a tavola con i Barilla, famiglia ostinatamente tradizionale. E mentre, di piano in piano, Mandorla cresce, s&#8217;innamora, cerca suo padre e se stessa, ci avventuriamo con lei verso rivelazioni luminose e rivelazioni scomode, assistiamo a nuove unioni e a separazioni necessarie. Ci ricorderemo che ancora prima di essere mogli, madri, padri, mariti e figli, siamo persone: meravigliose ma allo stesso tempo terribili, e tutte con un&#8217;infanzia alle spalle che rischia di perseguitarci per sempre. E scopriremo cos\u00ec che la famiglia \u00e8 un&#8217;indefinibile alchimia: chi ce l&#8217;ha ne avverte il peso fino a mandarla in mille pezzi, chi non ce l&#8217;ha la desidera come il solo luogo della felicit\u00e0 possibile. Con sorgivo talento di narratrice, Chiara Gamberale costruisce attorno al cuore pulsante della sua protagonista un romanzo corale dove i grandi archetipi si mescolano agli struggimenti contemporanei, la verit\u00e0 e la menzogna cambiano continuamente di segno per dare vita a una voce fresca e profonda, dal timbro originalissimo, una voce indimenticabile che ci condurr\u00e0, fiduciosa soprattutto dei suoi dubbi, verso un finale sorprendente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maria, l&#8217;amministratrice condominiale libera e carismatica di un palazzo apparentemente come tanti, muore all&#8217;improvviso, in un incidente stradale. Rimane sua figlia, una bambina di sei anni: e rimane una lettera. 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