{"id":38932,"date":"2025-09-08T13:58:54","date_gmt":"2025-09-08T11:58:54","guid":{"rendered":"https:\/\/malamaur.it\/index.php\/2025\/09\/08\/guerra-in-camicia-nera\/"},"modified":"2025-09-08T13:58:54","modified_gmt":"2025-09-08T11:58:54","slug":"guerra-in-camicia-nera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/malamaur.it\/index.php\/2025\/09\/08\/guerra-in-camicia-nera\/","title":{"rendered":"Guerra in camicia nera"},"content":{"rendered":"<p>\u00abA me piace molto. \u00c8 sotto forma di diario e succede in Africa. Si capisce bene cos\u2019\u00e8 stata la guerra in Africa, cos\u2019\u00e8 una guerra persa, si capisce perfino cos\u2019era il fascismo\u00bb. Cos\u00ec Natalia Ginzburg, in una lettera a Italo Calvino del 1954, sollecit\u00f2 la pubblicazione di Guerra in camicia nera presso la casa editrice Einaudi, per conto della quale lavorava. Un giudizio che coglieva perfettamente l\u2019intento dell\u2019opera di Berto: narrare della \u00abguerra persa\u00bb, della guerra in camicia nera, per non rimuovere dalla memoria collettiva il destino di una generazione condotta alla disfatta dalla tirannia. Il romanzo fu pubblicato nel 1955 non da Einaudi, ma da Garzanti, e il giudizio della Ginzburg, nella societ\u00e0 letteraria del tempo, fu largamente minoritario. Come nota Domenico Scarpa nell\u2019introduzione a questa edizione del romanzo, era prevedibile che le cose andassero cos\u00ec, \u00abqualsiasi cosa raccontasse, qualsiasi argomentazione sviluppasse\u00bb il libro del futuro autore del *Male oscuro*. Berto ritorna sugli eventi del 1942-43 nella forma propria dell\u2019invenzione romanzesca, tuttavia i fatti da lui narrati erano stati da lui realmente vissuti. Nel 1942 raggiunse Misurata come combattente volontario del VI Battaglione Camicie Nere Africa Settentrionale. Dopo El Alamein e la rovinosa battaglia di El Hamma in Tunisia, si un\u00ec al X Battaglione Camicie Nere \u00abm\u00bb, col quale pass\u00f2 gli ultimi giorni della guerra in Africa, fino alla cattura avvenuta il 13 maggio 1943. Che questa tragica vicenda di combattente in camicia nera non fosse sepolta nell\u2019armadio della storia, ma riaffiorasse in un\u2019opera narrativa, poteva apparire, nel 1955, inopportuno a un paese desideroso di lasciarsi definitivamente alle spalle il passato. La societ\u00e0 letteraria del tempo, a eccezione della Ginzburg, di Calvino e di pochi altri, non si avvide tuttavia che, ritornando sulla sua storia di soldato in camicia nera, Berto, con le armi dell\u2019ironia e dell\u2019umorismo \u2013 \u00abl\u2019unica via che io potessi seguire per liberarmi dalla retorica\u00bb dichiar\u00f2 in un\u2019intervista a Vigorelli del 1964 \u2013, avanzava una feroce, dissacrante denuncia della \u00abfaziosit\u00e0, illiberalit\u00e0, violenza\u00bb del fascismo. Come scrive Domenico Scarpa nell\u2019introduzione, non vi sono infatti pagine migliori di Guerra in camicia nera in cui ci sia dato assistere, quasi in presa diretta, alla vita quotidiana del fascismo e dei suoi uomini, a quel \u00abclima di formalismi superficiali e di complicit\u00e0 incistate, di furberie piccine in mezzo a cose troppo grandi, di ottusit\u00e0 corporativa e di ordini e contrordini che arrivano a pioggia e che sono ugualmente insensati, ma soprattutto di ladruncoleria e di burocratismo sudaticcio, stazzonato, imbrillantinato, cialtrone\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abA me piace molto. \u00c8 sotto forma di diario e succede in Africa. Si capisce bene cos\u2019\u00e8 stata la guerra in Africa, cos\u2019\u00e8 una guerra persa, si capisce perfino cos\u2019era il fascismo\u00bb. 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