{"id":39740,"date":"2025-09-09T08:46:09","date_gmt":"2025-09-09T06:46:09","guid":{"rendered":"https:\/\/malamaur.it\/index.php\/2025\/09\/09\/nietzsche-on-the-road\/"},"modified":"2025-09-09T08:46:09","modified_gmt":"2025-09-09T06:46:09","slug":"nietzsche-on-the-road","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/malamaur.it\/index.php\/2025\/09\/09\/nietzsche-on-the-road\/","title":{"rendered":"Nietzsche on the road"},"content":{"rendered":"<p>\u00abDove Nietzsche vive, l\u00ec pensa. Quando vive, poich\u00e8 la sua \u00e8 una vita priva di azione, l\u00ec scrive\u00bb. \u00c9 la mattina del 3 gennaio 1889, un gioved\u00ec freddo. Friedrich Nietzsche esce di casa in piazza Carlo Alberto a Torino. Ha 45 anni. Da dieci ha lasciato l\u2019insegnamento a Basilea. \u00c8 ormai un fugitivus errans, un filosofo errabondo e apolide. Lo slargo \u00e8 affollato di ronzini e carrozze: d\u2019un colpo lui lo traversa di corsa, poi si stringe al collo di un cavallo mogio malmenato da un vetturino, infine si accascia al suolo in lacrime. La follia gli ha sbriciolato la mente. Si spegne a Weimar, in Turingia, undici anni dopo, a mezzogiorno del 25 agosto 1900. Demente. Senza mai avere ripreso coscienza. Ma prima? Quella di Nietzsche \u00e8 stata, assieme forse al cervello eversivo di Marx, la mente pi\u00f9 pericolosa dell\u2019Ottocento. Nato da un padre pastore a R\u00f6cken, nella profonda e letargica Sassonia luterana e bigotta, Fritz, come lo chiamano in famiglia, \u00e8 venuto al mondo con un parto prematuro di almeno un secolo: \u00e8 un precursore, il termometro di una crisi febbrile che surriscalda un cambio d\u2019epoca, il piccone speculativo maneggiato controcorrente che sgretola millenni di cristianit\u00e0 e scardina la logica socratica. Da Naumburg fino alle geometrie militaresche di Torino, passando per l\u2019incanto alpino di Sils Maria, che gli propizier\u00e0 l\u2019incontro con Zarathustra, e per \u00abl\u2019azzurra solitudine\u00bb del Sud dell\u2019Italia, che gli doner\u00e0 anni fertili di pensiero, Nietzsche sar\u00e0 sempre morbosamente tormentato dalla malattia. E, tuttavia, educher\u00e0 se stesso e quindi tutti gli uomini alla grandezza, alla libert\u00e0 di spirito, alla esaltazione della vita (\u00abCostruite le vostre citt\u00e0 sul Vesuvio!\u00bb) come antidoto alla tragedia dell\u2019esistere. Con un drammatico montaggio a flashback diviso in tre parti (tutta la Germania di Nietzsche, tutta la Svizzera di Nietzsche, tutta la sua brama di meridione con la scoperta dell\u2019Italia e della Costa Azzurra) Paolo Pagani compone un romanzo d\u2019avventura, non una semplice biografia, inseguendo ogni stagione intellettuale del pi\u00f9 dinamitardo dei pensatori, il distruttore di mondi, l\u00ec dove il suo genio si forma in virt\u00f9 di una geografia. Hanno scritto de I luoghi del pensiero: \u00abDa Leibniz a Newton, da Keynes a Martin Heidegger e Hannah Arendt, Pagani compie il suo affascinante, nostalgico giro di quell\u2019Europa che dette luce al mondo anche se dilaniata da due guerre e inenarrabili massacri\u00bb. &#8211; Corrado Augias, Il Venerd\u00ed di Repubblica \u00abUn ottimo esempio di divulgazione filosofica, in perfetto equilibrio tra teorie, biografia, aneddotica\u00bb. &#8211; Claudio Visentin, Il Sole 24Ore&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abDove Nietzsche vive, l\u00ec pensa. Quando vive, poich\u00e8 la sua \u00e8 una vita priva di azione, l\u00ec scrive\u00bb. \u00c9 la mattina del 3 gennaio 1889, un gioved\u00ec freddo. Friedrich Nietzsche esce di casa in piazza Carlo Alberto a Torino. Ha 45 anni. 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