{"id":41441,"date":"2025-09-15T14:07:18","date_gmt":"2025-09-15T12:07:18","guid":{"rendered":"https:\/\/malamaur.it\/index.php\/2025\/09\/15\/barbizon-hotel\/"},"modified":"2025-09-15T14:07:18","modified_gmt":"2025-09-15T12:07:18","slug":"barbizon-hotel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/malamaur.it\/index.php\/2025\/09\/15\/barbizon-hotel\/","title":{"rendered":"Barbizon Hotel"},"content":{"rendered":"<p>\u00abOh! \u00c8 fantastico essere a New York\u2026 soprattutto se alloggiate al Barbizon per sole donne\u00bb. Negli anni Cinquanta sulle riviste lo slogan \u00e8 sempre quello, rassicurante nella sua insistenza: l\u2019hotel pi\u00f9 esclusivo di New York, il Barbizon, \u00e8 il luogo ideale per le donne nubili che affluiscono sempre pi\u00f9 numerose per lavorare nei nuovi, straordinari grattacieli; donne che non vogliono abitare in pensioni scomode e desiderano quello che gli uomini hanno gi\u00e0: dei \u201cresidence\u201d, ovvero hotel che propongono tariffe settimanali, servizio di pulizia quotidiano e una sala da pranzo al posto dell\u2019onere di una cucina. Ma chi \u00e8 la donna che alloggia al celebre Hotel Barbizon? Qualunque siano le sue origini \u2013 l\u2019America provinciale o l\u2019altra estremit\u00e0 del ponte George Washington \u2013 di solito arriva in un taxi Checker giallo, con indosso i suoi abiti migliori, armata di valigia, lettera di raccomandazione e speranze. \u00c8 scappata dalla sua citt\u00e0 natale e da tutte le prospettive (o dalla loro mancanza) che la caratterizzano. Adesso \u00e8 l\u00ec, a New York, pronta a ricostruirsi, a cominciare una nuova vita. E quale miglior inizio, se non il Barbizon? Tutti sanno che l\u2019hotel trabocca di aspiranti scrittrici, giornaliste, attrici e cantanti, e alcune non pi\u00f9 aspiranti, ma gi\u00e0 diventate famose. Dopo aver superato l\u2019esame di Mrs Mae Sibley, la vicedirettrice incaricata di sorvegliare con occhi di falco la reception, la nuova ospite del Barbizon prende l\u2019ascensore fino al piano della sua camera, dove nessun uomo sar\u00e0 mai ammesso, e dove il letto stretto, il cassettone, la poltroncina, la lampada a stelo e la piccola scrivania rappresentano alla perfezione la \u00abstanza tutta per s\u00e9\u00bb rivendicata da Virginia Woolf: uno spazio privato che le consenta di reinventarsi senza il peso della famiglia e delle sue aspettative. Dietro quelle pareti, per\u00f2, nelle stanze dove abitano donne in tacchi a spillo, guanti bianchi e cappellini dall\u2019angolazione perfetta, non tutto \u00e8 come appare e assieme all\u2019ambizione aleggiano anche i fantasmi della disillusione e di una solitudine talvolta insopportabile. Raccontando la storia dell\u2019hotel per sole donne pi\u00f9 famoso di New York, dalla sua costruzione nel 1927 fino alla trasformazione in appartamenti da diversi milioni di dollari nel 2007, Paulina Bren svela, attraverso la storia delle sue ospiti pi\u00f9 illustri \u2013 dalla sopravvissuta al naufragio del Titanic, l\u2019\u00abinaffondabile\u00bb Molly Brown, alla poetessa Sylvia Plath, che lo descrive nel romanzo La campana di vetro, passando per Grace Kelly, Joan Crawford, Candice Bergen, Ali McGraw, Liza Minnelli e molte altre \u2013 una magnifica storia di emancipazione femminile. \u00abCos\u00ec glamour da far sembrare *Mad Men* squallido, questo accattivante libro racconta la storia di un hotel residenziale per sole donne, dalla sua costruzione nel 1927 al 140 di East 63rd Street a Manhattan, alla sua conversione in condomini multimilionari nel 2007. Ma \u00e8 anche una brillante storia sociale a pi\u00f9 livelli sull\u2019ambizione delle donne e su una New York in rapido cambiamento nel corso del xx secolo\u00bb. The Guardian<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abOh! \u00c8 fantastico essere a New York\u2026 soprattutto se alloggiate al Barbizon per sole donne\u00bb. 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