{"id":9452,"date":"2025-09-05T14:07:17","date_gmt":"2025-09-05T12:07:17","guid":{"rendered":"https:\/\/malamaur.it\/index.php\/2025\/09\/05\/vuoto-assoluto\/"},"modified":"2025-09-05T14:07:17","modified_gmt":"2025-09-05T12:07:17","slug":"vuoto-assoluto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/malamaur.it\/index.php\/2025\/09\/05\/vuoto-assoluto\/","title":{"rendered":"Vuoto assoluto"},"content":{"rendered":"<p>Questo \u00e8 un libro che non esiste, come dichiara il suo titolo. Non che le sue pagine siano bianche: si tratta invece di una raccolta di recensioni a romanzi, racconti, saggi mai scritti, di autori immaginari. Nell&#8217;introduzione anch&#8217;essa mai scritta, ma appena citata si legge: \u00abLe letterature ci hanno parlato fin qui di personaggi immaginari. Noi ci spingeremo pi\u00f9 in l\u00e0: immaginarie saranno le opere&#8230; Scrivere un romanzo \u00e8 un modo di perdere la propria libert\u00e0 creativa. Recensire libri, poi, \u00e8 galera ancor pi\u00f9 ignobile. Dello scrittore si pu\u00f2 dire quanto meno che si \u00e8 imprigionato da solo nel soggetto che ha scelto. Ma il critico \u00e8 in una condizione assai peggiore: come il galeotto al suo banco, il recensore \u00e8 inchiodato all&#8217;opera che esamina. Lo scrittore perde la libert\u00e0 nei propri, il critico nei libri altrui\u00bb. Ma se l&#8217;opera \u00e8 immaginaria e immaginaria la critica, ci\u00f2 significa riacquistare il massimo della libert\u00e0 d&#8217;invenzione, salpare per un viaggio dove il nulla coincide con la realt\u00e0. Unico ancoraggio, la recensione in testa al volume \u2014 il cerchio si chiude prima di aprirsi \u2014 che \u00e8 una stroncatura proprio di Vuoto assoluto: Lem contesta se stesso prima di iniziare. Il nulla che parla di s\u00e9, il critico che dichiara di essere tutt&#8217;uno con l&#8217;autore inesistente di inesistenti opere. Il paradosso dilaga fino a investire e mettere in forse l&#8217;esistenza di chi legge. E quel che si vuole. Lem \u00e8 universalmente noto come uno dei massimi scrittori di fantascienza e dai suoi romanzi sono stati tratti film famosi come Solaris. Ma questo \u00e8 un altro Lem, poco noto, per noi fino ad oggi inedito, ma pi\u00f9 interessante e geniale. E un Lem saggista o pseudosaggista, autore di prose che mimano il discorso scientifico a fini letterari o filosofici. L&#8217;imitazione \u00e8 il suo tema costante. Che cos&#8217;\u00e8 imitazione e che cos&#8217;\u00e8 realt\u00e0 \u00e8 difficile dirlo, soprattutto di questi tempi. La personetica, ad esempio (in Non serviam, una delle recensioni di questo libro) \u00e8 la scienza della simulazione su computer di esseri dotati di coscienza. L&#8217;essenza di queste creature, ci spiega Lem, \u00e8 puramente matematica, dunque assolutamente immateriale (il supporto materiale \u00e8 un normale calcolatore). Per\u00f2 esse soffrono, godono, pensano. Imitano gli uomini o sono uomini? E gli uomini, non saranno anch&#8217;essi di essenza puramente matematica? Che cos&#8217;\u00e8 mai la materia, questa \u00abcosa\u00bb per eccellenza, che tocchiamo e crediamo esista al di l\u00e0 di ogni dubbio, mentre conoscerla significa poi vederla svanire in astrazioni? La scienza non pi\u00f9 occasione ma oggetto di letteratura. L&#8217;universo come gioco, la Fisica Intenzionale, la cultura di massa dell&#8217;isola di Robinson, la rigorosa dimostrazione, che porta all&#8217;assurdo della teoria delle probabilit\u00e0, dell&#8217;impossibilit\u00e0 della vita. Questi alcuni dei temi delle recensioni. L&#8217;ultima, una lezione Nobel, spiega come una nuova cosmogonia scientifica sia sorta dalla lettura di un&#8217;opera letteraria (alla Lem), che d\u00e0 input a un universo creato perci\u00f2 dall&#8217;arte e dalla finzione. Un gioco di specchi che sfiora la vertigine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo \u00e8 un libro che non esiste, come dichiara il suo titolo. Non che le sue pagine siano bianche: si tratta invece di una raccolta di recensioni a romanzi, racconti, saggi mai scritti, di autori immaginari. Nell&#8217;introduzione anch&#8217;essa mai scritta, ma appena citata si legge: \u00abLe letterature ci hanno parlato fin qui di personaggi immaginari. 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