Francesco Abate ricostruisce una citta esotica e inedita, dalle saline al Bagno penale, dal bordello al teatro dell’opera alla spiaggia del Poetto. Una citta avvolta da un’atmosfera da feuilleton, che ci cattura e sconvolge con i suoi oscuri segreti.
«E per la prima volta fu certa della bonta del gesto che l’aveva portata a perdere i gradi. L’unica giornalista donna della Sardegna era finita in un sottoscala a correggere le bozze di due rubriche di scarso valore per aver osato far venire a galla la verita. Una verita che non era piaciuta a molti».
Quando una delle sigaraie – le manifatturiere del tabacco – va a chiederle aiuto, Clara Simon non sa che fare. È una bella ragazza, con quegli occhi a mandorla ereditati dalla madre, una cinese del porto che, nonostante le differenze di classe, aveva sposato il capitano di marina Francesco Paolo Simon. Poi pero e morta di parto e il marito e finito disperso in guerra. Cosi, Clara vive con il nonno, uno degli uomini piu in vista di Cagliari, e lavora all’«Unione», anche se non puo firmare i pezzi: perche e una donna, e soprattutto perche in passato la sua tensione verso la giustizia e il suo bisogno di verita l’hanno messa nei guai. Ma la sigaraia le spiega che i piciocus de crobi, i miserabili bambini del mercato, stanno scomparendo uno dopo l’altro e, di fronte alla notizia di un piccolo cadavere rinvenuto alla salina, Clara non riesce a soffocare il suo istinto investigativo. Grazie all’aiuto del fedele Ugo Fassberger, redattore al giornale e suo amico d’infanzia, e al tenente dei carabinieri Rodolfo Saporito, napoletano trasferito da poco in citta e sensibile al suo fascino, questa ragazza determinata e pronta a difendere i piu deboli attraversa una Cagliari lontana da ogni stereotipo, per svelarne il cuore nero e scellerato.