Nel giugno 2018 i giornali del mondo riportano una notizia curiosa: Penka, una mucca bulgara, pascolando e uscita dal confine ed e entrata in Serbia. Per tornare nella sua stalla dovrebbe attraversare nuovamente la frontiera, che delimita anche il territorio dell’Unione Europea, ma secondo il regolamento veterinario dell’Ue, in questo modo Penka verrebbe considerata una mucca “clandestina”, quindi viene condannata al macello. La notizia scatena i social e sollecita una raccolta firme internazionale con l’hashtag #Save Penka. Dalla piccola stalla di Kopilovstsi in Bulgaria, il caso Penka arriva quindi a Bruxelles, sui banchi della Commissione europea. In questa storia, romanzata solo in parte, si narra la vicenda della mucca Penka. Di come una mattina, brucando, si allontani piu del solito dalla sua stalla e perda l’orientamento, di come la sua piccola amica umana si preoccupi della sua scomparsa e si metta sulle sue tracce, fino al viaggio a Bruxelles dove, grazie a un gruppo di bambini, la sua storia riuscira a guadagnarsi un lieto fine. La breve storia della mucca che la burocrazia voleva uccidere diventa uno spunto per dibattere di confine e nazionalismi. Ma puo essere letta anche come una metafora relativa al tema della migrazione e dell’accoglienza.